Afghanistan, il bilancio della Taurinense: percorsi 352 mila chilometri in 5 mesi

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Herat, 22 set – Trecentocinquantaduemila chilometri percorsi in cinque mesi, consumando complessivamente 208.389 litri di gasolio, bevendo 381 mila litri d’acqua e mangiando 13.500 chili di pane. E’ questo il bilancio – a poche settimane dal suo rientro in Italia – dell’attività della task force italiana Centre, di stanza a Shindand, nella regione occidentale afgana (è arrivata nel paese asiatico il 27 aprile). Il gruppo di quasi 500 militari, guidato dal colonnello Giulio Armando Lucia e inquadrato nel regional command West (Rc-W) di Isaf, opera in un’area di più di 30 mila chilometri quadrati, grande quanto il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta. La forza è composta da alpini del terzo reggimento di Pinerolo e da fanti dell’82esimo reggimento fanteria media di Barletta.

Nei 13 distretti dell’area di operazione (Ao) abitano un milione e 130 mila persone, distribuite in 1.559 villaggi di varie etnie: da quella pashtun, a quella tagika, a quella azara. In questo periodo la task force ha condotto un numero elevato di operazioni a 360 gradi.Sul versante della sicurezza, sono state effettuate scorte a veicoli umanitari di organizzazioni internazionali (circa 80 tra tutte le missioni) da Adraskan fino al distretto di Farsi; attività per il sequestro e la distruzione di armi, munizioni ed esplosivo; supporto all’esercito (Ana) e alla polizia (Anp) afgane nella gestione della sicurezza in occasione delle elezioni parlamentari del 18 settembre. Inoltre, è ancora in corso la “Ships”, operazione cominciata il 25 maggio. L’attività vede il pattugliamento congiunto della Ring road (la superstrada che unisce tutto l’Afghanistan) con polizia e soldati locali. Scopo delle manovre e’ garantire la liberta’ di movimento sulla strada e prevenire il piazzamento di ordigni (Ied).

Sul versante delle operazioni di contrasto alla guerriglia, la task force Centre ha cordonato alcune zone e al loro interno ha condotto rastrellamenti in partnership con la polizia locale. I militari italiani si sono occupati di fornire ai colleghi locali supporto e una cornice di sicurezza. Inoltre, nello stesso ambito si è tenuta “Peek a boo”, che ha visto i nostri soldati intervenire nei pressi del passo di Sabzack in risposta ad alcuni “warning” sulla presenza di un gruppo di elementi ostili che aveva attaccato alcuni convogli civili nell’area.L’operazione è stata un successo in quanto il contingente inviato ha determinato la fuga dei miliziani e successivamente il numero degli attacchi a mezzi civili è diminuito drasticamente. Per quanto riguarda le attività ad ampio spettro (Framework), sono ancora in fase di esecuzione diverse attività, tra cui una partnership con la polizia di frontiera afgana (Abp) a Islam Qalah, una dei principali punti di accesso dall’Iran all’Afghanistan (le manovre sono cominciate il 14 settembre e vedono i militari italiani lavorare insieme ai colleghi locali nel controllo della frontiera); la dislocazione di un’unità a livello di plotone presso il passo di Sabzack, uno dei principali snodi autostradali verso Herat e il Nord, per garantire quotidianamente la sicurezza nell’area; un’operazione simile alla “Ships” negli obiettivi che mira a garantire la massima libertà di movimento nella valle di Farsi – a differenza delle manovre sulla Ring road, però, il pattugliamento non viene effettuato esclusivamente sull’infrastruttura stradale ma in tutta l’area-.

“Praesidium”, infine, ha visto la costituzione di un avamposto (Safe house1) a Sanowgang nella Zirko valley, nel quale dal 5 maggio vi è dislocato un plotone a turno tra le unità di manovra della task force. Partendo da questa operazione, è stato possibile dare il via a una serie di attività (Out of the box) tese ad acquisire una piena conoscenza dell’area, famosa in passato per essere un terreno estremamente ostile per tutti i contingenti stranieri. Oggi, invece, la Zirko viene percorsa quotidianamente e vi si attuano diverse operazioni di ricostruzione. Gli incidenti non si sono interrotti del tutto, ma sono comunque notevolmente diminuiti. (Il Velino)

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