Afghanistan: fidanzata malata di un soldato italiano: “non fatelo partire” appello sui giornali locali

afganistan_pattugliaSi sposeranno il 12 marzo. Trieste, 22 feb.- Malata di sclerosi multipla, in procinto di sposarsi il prossimo 12 marzo, chiede all’esercito di non far partire per l’Afghanistan il suo futuro marito, appartenente all’11° reggimento Bersaglieri di Zoppola (Pordenone). L’appello è stato diffuso attraverso alcuni giornali locali da Cristiana, 25 anni, originaria di Castelfidardo (Ancona) ma residente assieme al compagno, Giuseppe (28) a Vallenoncello (Pordenone). I due si erano conosciuti via internet verso il 2006, quando l’uomo fu impegnato in Libano, con la missione Unifil. Risale a quel tempo la scoperta della malattia della donna, che successivamente ha scelto di andare a convivere in Friuli Venezia Giulia, e di preparare le nozze. Contemporaneamente, però, è arrivata anche la chiamata di Giuseppe per l’Afghanistan. Ad assistere la donna è l’Aism di Pordenone, che ha diffuso il suo appello, e che nei giorni scorsi ha scritto anche al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

”Non è nostra intenzione creare polemiche, ma toccare le corde del cuore di chi deve decidere”: lo ha detto, interpellata dall’ANSA, Cristiana, la futura sposa del militare appartenente all’11° reggimento Bersaglieri di Zoppola (Pordenone), che ha chiesto alle autorità competenti di sospendere la partenza per l’Afghanistan del compagno – si sposeranno il 12 marzo – avendo una malattia per la quale abbisogna di aiuto costante. ”Dopo aver lanciato l’appello – ha aggiunto – abbiamo notato un certo irrigidimento delle istituzioni. Tuttavia, non volevamo creare dei precedenti, ma semplicemente rinviare questa specifica missione, augurandoci e dando piena disponibilità a partecipare ad eventuali successive. Il problema è adesso – ha concluso la giovane -: sono malata e non ho nessuno che mi possa aiutare, trovandoci entrambi molto lontani dai rispettivi luoghi di nascita. Speriamo che lo Stato capisca il nostro dramma”. (ANSA)

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