Afghanistan, esplode un ordigno, morto un militare italiano, è il Caporal maggiore Tuccillo

Gaetano-TuccilloRoma, 2 lug – Un militare italiano è morto in Afghanistan in seguito all’esplosione di un ordigno. E’ il Caporal maggiore Gaetano Tuccillo, originario di Pomigliano d’Arco (Napoli) ed apparteneva al battaglione logistico Ariete di Maniago (Pordenone). Ferito un altro militare italiano che attualmente è ricoverato nell’ospedale da campo statunitense di Farah. Il militare ferito, effettivo al 186° Reggimento Folgore di Siena, non è in pericolo di vita. ”Il mezzo su cui i militari viaggiavano – rilevano allo stato maggiore della Difesa – era un autocarro pesante che faceva parte dell’aliquota logistica. Il veicolo stava rientrando da un’attività di ricognizione congiunta con l’esercito afghano. I familiari del Caporal Maggiore scelto Tuccillo sono stati avvisati”.

Il cordoglio di Napolitano: Profonda commozione

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa “con profonda commozione” la notizia del “grave” attentato avvenuto nei pressi di Bakwa, in Afghanistan, in cui ha perso la vita il Caporal maggiore Tuccillo e un altro è rimasto ferito, “entrambi impegnati nella missione internazionale per la pace e la stabilità in Afghanistan, esprime, rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese, i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari del caduto, e di pronta guarigione al militare ferito”. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

Con la morte del militare italiano in conseguenza dell’esplosione di un ordigno nel distretto di Farah, sale a 39 il bilancio complessivo delle vittime italiane nel corso della missione Isaf in Afghanistan. Prima di quello di stamattina, l’episodio più recente risaliva al 4 giugno scorso, quando il tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu, intervenuto per difendere una donna americana, era stato ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in una località della Valle del Panshir. Il 28 febbraio scorso era stato il Tenente Massimo Ranzani a perdere la vita in seguito all’esplosione di un ordigno esplosivo a nord di Shindand. In precedenza, il 28 gennaio, il Caporal Maggiore Scelto Luca Sanna era morto in seguito alle ferite per i colpi d’arma da fuoco esplosi da un presunto appartenente all’Afghan National Army, poi fuggito

Il 2010, con 13 italiani deceduti, è l’anno più nero per i nostri militari in Afghanistan. Il 31 dicembre, nell’avamposto “Snow”, nella valle del Gulistan, aveva perso la vita in uno scontro a fuoco il 1° Caporal maggiore Matteo Miotto, 24enne, di Thiene. Prima di lui erano morti, il 9 ottobre, sempre in quella zona, quattro alpini vittime di un’imboscata: il primo Caporal maggiore Sebastiano Ville, 27 anni, il primo Caporal maggiore Gianmarco Manca, 32 anni, il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni e il primo caporalmaggiore Francesco Vannozzi, 26 anni. Il 17 settembre 2010 muore invece l’incursore Alessandro Romani, raggiunto da colpi di arma da fuoco in un attentato nella provincia di Farah. Il 28 luglio, ancora, un’esplosione nei pressi di Herat uccide Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, specialisti del Genio impegnati in operazioni di disinnesco di un ordigno.

Il 25 luglio, un militare muore suicida a Kabul: si sarebbe sparato un colpo di arma da fuoco all’interno del suo ufficio. Sull’episodio viene aperta un’indagine dei carabinieri della polizia militare. Sempre nel 2010, il 17 maggio, un veicolo blindato salta in aria per l’esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32esimo reggimento Genio della brigata Taurinense. Il 26 febbraio 2010 viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario dell’Aise, l’Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due “guest house”.

Caduti italiani anche nel 2009. Il 15 ottobre un militare del Quarto Reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad. Il 17 settembre, sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono: Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Il 14 luglio muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell’Ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade. Il 15 gennaio muore Arnaldo Forcucci, maresciallo dell’Aeronautica, per arresto cardiocircolatorio.

Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell’Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta. Il 13 febbraio muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L’attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Il 4 ottobre dello stesso anno, muore al Policlinico militare del Celio l’agente del Sismi Lorenzo D’Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre durante un’operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D’Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano.

Il 26 settembre 2006 perdono la vita i caporalmaggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 20 settembre dello stesso anno muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporalmaggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22ma compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 2 luglio il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat. Il 5 maggio 2006, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del Secondo Reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati “Puma”, a sud-est della capitale afghana, quando sono stati investiti dall’esplosione.

L’11 ottobre 2005 muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni, effettivo al Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo. Viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale. Il 3 febbraio l’ufficiale di Marina, Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il Capitano di fregata aveva 42 anni. Il 3 ottobre 2004, il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del Terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell’esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell’incidente rimangono feriti altri quattro militari.

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