Afghanistan: è morto il militare italiano ferito a Bala Murghab

MILITARI-AFGHANISTAN-2Roma, 18 gen – E’ morto il militare italiano che era rimasto ferito più gravemente nello scontro a fuoco all’interno dell’avamposto italiano Highlander a Bala Murghab, in Afghanistan. E’ quanto si apprende da fonti militari. Il militare era stato colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Lo scontro ha causato il ferimento di un altro militare italiano.

Si tratta di un alpino dell’ottavo reggimento di Cividale del Friuli. Il militare, insieme ad un commilitone, ferito meno gravemente e’ stato portato alla base militare Columbus ma è deceduto di lì a poco. I particolari sull’episodio sono stati forniti dal generale Massimo Fogari, capo ufficio pubblica informazione dello Satato Maggiore della Difesa.

La Russa, lupi feriti che azzannano

”Per la prima volta dopo tanti anni i militari italiani in Afghanistan non sono solo dentro le basi fortificate. Miriamo, invece, a controllare il territorio e a fare in modo che effettivamente la popolazione afghana possa rientrare nei propri villaggi”. Lo ha spiegato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenuto telefonicamente al Tg1, riferendo sulla morte del militare italiano nel corso di uno scontro a fuoco.

”Vuol dire – ha spiegato – avere avamposti di pochi metri quadrati, difesi dai militari italiani e dai militari afghani, e quindi più facilmente soggetti ad attacchi, sparatorie e conflitti con gli insurgent, che fin quando erano lasciati padroni del campo, in quella zona non erano particolarmente pericolosi, ma nel momento in cui gli sottrai il controllo del territorio come un lupo ferito cercano di azzannare”.

Il ministro ha espresso profondo cordoglio ”per questo ennesimo dramma”, aggiungendo che ”qualunque sia la dinamica nei dettagli, rimane il dolore per la perdita di un’altra vita umana di un militare che stava facendo con forte motivazione il proprio dovere contro il terrorismo in una base avanzata in una zona difficile”.

Militare italiano forse ucciso da “fuoco amico”

Il soldato italiano ucciso oggi in Afghanistan potrebbe essere stato vittima di ”fuoco amico”: è quanto si apprende da fonti della Difesa, secondo cui la vittima italiana ”forse è stato fatto oggetto di fuoco da personale militare afghano o da una persona che, comunque, indossava una divisa dell’esercito afghano”.

Sale a 36 il numero delle vittime

Con l’uccisione di un altro militare italiano avvenuta poche ore fa, sale a 36 il numero dei nostri soldati morti in Afghanistan dall’inizio della missione, nel 2004, a oggi. In particolare, il 2010, con 13 italiani deceduti, è l’anno più nero per i nostri militari in Afghanistan. Prima del militare ucciso oggi, aveva perso la vita in uno scontro a fuoco il 1° Caporal maggiore Matteo Miotto, 24enne, di Thiene, attaccato lo scorso 31 dicembre nell’avamposto “Snow”, nella valle del Gulistan. Prima di lui erano morti, il 9 ottobre, sempre in questa zona, quattro alpini vittime di un’imboscata: il primo Caporal maggiore Sebastiano Ville, 27 anni, il primo Caporal maggiore Gianmarco Manca, 32 anni, il caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni e il primo caporalmaggiore Francesco Vannozzi, 26 anni. Il 17 settembre 2010 muore invece l’incursore Alessandro Romani, raggiunto da colpi di arma da fuoco in un attentato nella provincia di Farah. Il 28 luglio, ancora, un’esplosione nei pressi di Herat uccide Mauro Gigli e Pierdavide De Cillis, specialisti del Genio impegnati in operazioni di disinnesco di un ordigno. Il 25 luglio, un militare muore suicida a Kabul: si sarebbe sparato un colpo di arma da fuoco all’interno del suo ufficio. Sull’episodio è aperta un’indagine dei carabinieri della polizia militare. Il 17 maggio un veicolo blindato salta in aria per l’esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32esimo reggimento Genio della brigata Taurinense. Il 26 febbraio 2010 viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l’Agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due “guest house”.

E ancora, i caduti nel 2009. Il 15 ottobre un militare del Quarto Reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che unisce Herat a Shindad. Il 17 settembre, sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Kabul, sono: Antonio Fortunato, Matteo Mureddu, Davide Ricchiuto, Massimiliano Randino, Roberto Valente e Gian Domenico Pistonami. Il 14 luglio muore, in un attentato a 50 chilometri da Farah, il caporalmaggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell’Ottavo Genio Guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade. Il 15 gennaio muore Arnaldo Forcucci, maresciallo dell’Aeronautica, per arresto cardiocircolatorio. Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporalmaggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell’Ottavo reggimento bersaglieri di Caserta. Il 13 febbraio muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L’attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Il 4 ottobre dello stesso anno, muore al Policlinico militare del Celio l’agente del Sismi Lorenzo D’Auria. Il militare era stato gravemente ferito il 24 settembre durante un’operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo. Due giorni prima, D’Auria era stato sequestrato assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza militare e a un collaboratore afgano.

Il 26 settembre 2006 perdono la vita i caporalmaggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 20 settembre muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporalmaggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22esima compagnia del Secondo Reggimento alpini di Cuneo. Il 2 luglio il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni è stroncato da un attacco cardiaco ad Herat. Il 5 maggio 2006, in seguito all’esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del Secondo Reggimento Alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati “Puma”, a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall’esplosione. L’11 ottobre 2005 muore il caporalmaggiore capo Michele Sanfilippo, 34 anni, effettivo al Quarto Reggimento Genio Guastatori di Palermo. Viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione Genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale. Il 3 febbraio l’ufficiale di Marina, Bruno Vianini, perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni. Il 3 ottobre 2004, il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del Terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell’esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell’incidente rimangono feriti altri quattro militari.

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