AFGHANISTAN: CAPO STATO MAGGIORE ISAF, NON ERA ATTENTATO MIRATO CONTRO ITALIANI

militare_esplosioneNOSTRI MILITARI IMPEGNATI STANNO COMBATTENDO LOTTA DURA A SUPPORTO DELLE AUTORITA’ AFGHANE. Kabul, 14 lug. – – L’attentato che oggi in Afghanistan e’ costato la vita al primo caporal maggiore Alessandro Di Lisio “non e’ stato mirato contro unita’ italiane in quanto tali, ma contro Forze Nato in generale come dimostrato dalle numerose perdite subite da altri contingenti negli ultimi giorni,

con specifico riferimento alla vicina provincia di Helmand”. E’ quanto sottolinea il capo di stato maggiore della missione multinazionale Nato Isaf, generale Marco Bertolini. “Il sacrificio del primo caporal maggiore Di Lisio e il ferimento dei suoi tre commilitoni sulla strada 517 della provincia di Farah conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’estrema delicatezza e pericolosita’ dell’area nella quale i nostri soldati sono da tempo impegnati”, prosegue Bertolini.

“In particolare -spiega il capo di stato maggiore Isaf- l’unita’ alla quale apparteneva il primo caporal maggiore Di Lisio era impegnata nel controllo di un difficile tratto di strada frequentemente utilizzato dagli insorti per effettuare imboscate esplosive contro unita’ afghane e di Isaf. Nella Provincia di Farah, come a Bala Murghab e a Kabul, nelle aree di responsabilita’ italiana, le nostre unita’ sono impegnate a supporto dell’esercito afghano per garantire la liberta’ di movimento alla popolazione locale lungo importanti assi stradali, essenziali tra l’altro per il prossimo regolare svolgimento delle elezioni presidenziali”.

“I nostri ragazzi stanno combattendo una lotta dura a supporto dell’autorita’ afghana sia mediante attivita’ operative sul terreno, come quella in questione, sia con l’addestramento dell’esercito afghano in modo che quanto prima possa farsi carico autonomamente della sicurezza del Paese. In questo contesto -conclude Bertolini- l’esercito italiano sta da anni impegnando oltre 230 consiglieri militari con il compito di supportare le nuove unita’ afghane e a questo bisogna aggiungere i circa 40 carabinieri e la Guardia di Finanza impegnati nell’addestramento della polizia afghana”. (adnk)

COMANDANTE, DI LISIO ERA STATO ANCHE IN IRAQ

LEGNAGO (VERONA), 14 LUG – Alessandro Di Lisio era ‘un militare preparato’, che aveva gia’ affrontato altre missioni fuori area, ad esempio l’Iraq, dov’era stato nel 2005.
Cosi’ ricorda il caporal maggiore morto in Afghanistan il comandante dell’8/O reggimento Guastatori Paracadutisti di Legnago, col. Vittorio Stella.
‘Alessandro – spiega all’ANSA l’ufficiale – era partito per l’Afghanistan nella seconda meta’ di aprile. Complessivamente dalla nostra caserma, in diverse fasi, erano partiti 50 ragazzi, che a Farah, come compagnia del genio guastatori, erano di supporto al primo reggimento di fanteria’.
Alessandro Di Lisio, riferisce il col. Stella sulla base delle prime informazioni giunte da Farah, stava rientrando con altri militari da una ricognizione. Il loro mezzo era il primo, ed e’ stato quello colpito piu’ direttamente dell’esplosione.
‘Credo che Alessandro sia deceduto all’istante’ aggiunge l’ufficiale. ‘Era un ragazzo in gamba, molto preparato – prosegue il col. Stella – sono soprattutto addolorato per i genitori che piangono la perdita di un figlio valoroso’.
Di Lisio viveva in un appartamento a Legnago, assieme ad un commilitone. (ANSA).

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