Afghanistan, attacco a truppe italiane: 3 feriti, ucciso capo taliban

militari-italianiUno dei tre militari è grave. Il Mullah Akhtar morto durante un raid delle forze speciali di Isaf a Bala Boluk. Roma, 16 lug – Doppio attacco questa mattina contro i militari italiani in Afghanistan. Dopo l’attentato suicida davanti a camp Arena a Herat (sede del nostro contingente) che ha causato il ferimento di tre poliziotti afgani, altrettanti militari italiani sono rimasti feriti durante un conflitto a fuoco con un gruppo di guerriglieri a sud di Bala Morghab, in provincia di Badghis. I militari italiani erano impegnati in un’attività a supporto delle forze di sicurezza afgane, quando c’è stato il violento scontro a fuoco. Dei tre feriti, uno è grave ed ha riportato lesioni a un polmone e a una spalla; le condizioni di un altro vengono definite serie, per lesioni all’inguine, mentre il terzo non sarebbe grave.

Nel frattempo, un commando delle forze speciali di Isaf ha attaccato un campo di addestramento dei talebani in una grotta nel distretto di Bala Boluk, in provincia di Farah. Nell’operazione ha perso la vita il Mullah Akhtar e numerosi suoi miliziani. L’uomo era molto noto alle intelligence occidentali in quanto si occupava di far arrivare i guerriglieri in Afghanistan dall’Iran e di addestrarli. Inoltre, aveva legami con al Qaeda e altre organizzazioni terroristiche e da tempo cercava di unire i vari gruppi di guerriglieri che operano nella regione occidentale.

L’operazione delle forze speciali è nata a seguito di indicazioni dagli 007 e ha visto i militari avvicinarsi al campo di addestramento durante la notte. Giunti, però, a poca distanza dalla struttura i commandos sono stati attaccati da diversi gruppi. Tanto che sono dovuti intervenire gli aerei di Isaf (Close air support, Cas) per neutralizzare la maggior parte dei nemici. Le forze di terra, nel frattempo hanno proseguito l’avanzata e hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con un gruppo di miliziani che sparava da un camion mascherato da veicolo della polizia afgana. Una volta concluse le ostilità, si è proceduto al rastrellamento durante il quale è stato scoperto il corpo senza vita di Akthar e di diversi guerriglieri, alcuni documenti ritenuti di estremo interesse e un vero e proprio arsenale composto da fucili d’assalto, granate, componenti per la fabbricazione di bombe artigianali, razzi e lanciatori Rpg (Rocket propelled grenades), nonchè migliaia di munizioni.

Durante la battaglia, peraltro un guerrigliero si è fatto esplodere, fortunatamente senza causare vittime tra gli incursori di Isaf, i quali tra i morti hanno scoperto anche il corpo di un miliziano a cui era stata legata una granata (booby trap), pronta a esplodere appena la salma fosse mossa. La morte di Akhtar è stata giudicata in ambito militare un doppio successo: da una parte, infatti, ora la guerriglia avrà piu’ difficoltà a far passare i suoi uomini dall’Iran all’Afghanistan. Dall’altra viene a mancare il collante che cercava di raggruppare le diverse fazioni antigovernative operanti nella provincia. Anche Teheran sembra che abbia valutato positivamente l’operazione. Non ci sono stati commenti ufficiali, ma secondo alcune indiscrezioni ai militati della Nato sarebbero giunti apprezzamenti da parte di elementi legati all’Iran. Da tempo, infatti, la Repubblica sciita sta cercando di arginare le infiltrazioni di miliziani e il traffico di droga lungo i propri confini. A la morte di Akhtar riduce il problema, almeno nell’area di Bala Boluk. ico_commenti Commenta

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