Afghanistan, armi ed esplosivi sequestrati dalla “Sassari” a Farah

brigata-sassariRoma, 28 ott – Un mortaio, quattro razzi, una mitragliatrice Dashka calibro 12,7, un fucile AK 47, un cannone calibro 106, 100 chilogrammi di esplosivo, numerose munizioni e granate d’artiglieria che possono essere utilizzate per la composizione di Improvised esplosive devices (Ied) sono stati sequestrati dalle Task forces (Tfs) della Brigata “Sassari” nella provincia di Farah, al termine di un’operazione di controllo e ricerca sul territorio. Ai blitz hanno partecipato, oltre alla Tf South (su base 152esimo Reggimento “Sassari”), forze afghane dell’Esercito (Ana), della Polizia (Anp) e un’unità statunitense operanti alle dipendenze del Comando Regionale West, su base Brigata “Sassari”. Inoltre, nel quadro delle attività a sostegno della popolazione locale, la Tf ha provveduto alla distribuzione di medicinali, materiale scolastico e ad avviare il progetto per la realizzazione di un impianto d’approvvigionamento idrico nel villaggio di Lash e Jovien.

Quest’attività è stata condotta in “full partnership” con l’Afghan national army, l’Human terrain team (Htt) e del direttore provinciale del Recostruction reabilitation (Rrd) che, con la piena condivisione delle autorità locali, hanno scelto il villaggio su cui è stato finalizzato il progetto. Infine, presso il Carcere femminile di Herat, il Provincia reconstruction team (Prt) italiano, su base terzo Reggimento Bersaglieri, ha provveduto alla distribuzione di materiali alla presenza delle autorità civili e militari della Provincia. “Alle 120 detenute e ai loro 80 figli attualmente presenti nella struttura – spiega una nota del Comando Regionale West -, sono stati distribuiti medicinali di vari tipologia, 40 stufe per il riscaldamento e kit scolastici a ciascun bambino. L’iniziativa è stata particolarmente apprezzata tenuto conto dell’avvicinarsi della stagione invernale. La cerimonia è stata anche l’occasione, per il Female engagement team (Fet) del Prt italiano, per confermare l’impegno a migliorare la condizione femminile nella società afghana”. (il Velino/AGV)

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