Afghanistan, Alpini: maxi sequestro armi e esplosivo a Shindand

lagunariDa Venezia partono i “Lagunari”. Roma, 7 set – Gli Alpini del 3° Reggimento della brigata Taurinense hanno sequestrato, al termine di un’operazione condotta con le forze di sicurezza afgane, un’ingente quantità di ordigni in buono stato di conservazione . In un nascondiglio a pochi chilometri dalla base di Shindand i militari hanno rinvenuto 300 chilogrammi di esplosivi, 50 spolette, oltre 50 granate di artiglieria, due mine anticarro, un elevato numero di proiettili di vario calibro e numerosi componenti per preparare trappole esplosive. Il team specializzato del genio della Task Force Centre di stanza a Shindand è intervenuto per mettere in sicurezza il materiale rinvenuto, che verrà fatto brillare nei prossimi giorni. “La lotta agli ordigni esplosivi è una priorità assoluta per gli Alpini della Task Force Centre e il sequestro di materiale destinato al confezionamento di trappole esplosive è un risultato di valore assoluto per la libertà di movimento della popolazione e delle forze della Coalizione nel distretto di Shindand”, ha commentato al termine dell’operazione il colonnello Giulio Armando Lucia, comandante della Task Force Centre.

Intanto a Venezia il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha salutato Il reggimento “Lagunari” in partenza per l’Afghanistan: una cerimonia solenne ha salutato i cosiddetti “Fanti da Mar” che si è svolta alla presenza delle massime autorità in Piazza San Marco a Venezia. Al grido di “per San Marco” i nostri militari sono stati passati in rassegna dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Giuseppe Valotto. “Salutiamo i nostri lagunari – ha detto il Generale, al folto pubblico assiepato in piazza – pronti ad impegnarsi nel sensibile scenario afghano”. I lagunari affiancheranno i ragazzi della Brigata Julia e rientreranno tra sei mesi. Ricordando la matrice storica dei Fanti da Mar, legata al mare dinanzi a Venezia, Valotto ha ricordato che ”l’Adriatico è ovunque nei più difficili e insidiosi teatri operativi”. La cerimonia si è poi conclusa con un incontro riservato presso il Presidio Militare Caserma Cornoldi situato in Riva Sette Martiri.

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