Afghanistan, alpini e afgani neutralizzano quattro ordigni a Shindand

afghanistan4Gen. Berto: periodo intenso, estate sarà caldissima. Roma, 26 lug – Nella regione ovest dell’Afghanistan, gli alpini della task Force centre di stanza a Shindand (provincia di Herat) e le forze di sicurezza locali hanno disinnescato negli ultimi due giorni quattro ordigni esplosivi improvvisati. Una bomba è stata distrutta nel corso dell’operazione “Caronte”, iniziata dal terzo reggimento alpini nel primo mattino di ieri per scortare – insieme a unità afgane – un convoglio composto da oltre 40 autocarri carichi di aiuti umanitari diretto nel distretto di Pharsi. Durante il viaggio, a circa 40 chilometri a est di Shindand, i militari italiani hanno avvertito una forte esplosione lungo l’itinerario percorso dal convoglio. Un team del genio afgano inviato in avanscoperta sul luogo dell’esplosione ha scoperto un cratere, verosimilmente dovuto allo scoppio di una bomba artigianale avvenuto durante il posizionamento. Ieri, mentre la scorta faceva rientro alla base, l’esercito afgano ha neutralizzato una trappola esplosiva.

Sempre negli ultimi due giorni, i genieri alpini del 32esimo reggimento sono intervenuti in due occasioni su richiesta della polizia afgana per rimuovere in sicurezza due ordigni trovati rispettivamente accanto ad un convoglio militare in transito e su una strada sterrata, operando in quest’ultimo caso con un robot telecomandato. “La minaccia degli ordigni improvvisati è rivolta anche ai convogli umanitari e ai civili, per i quali rappresenta un rischio costante. In due giorni – ha dichiarato il tenente Stefano Zonzin, capo del nucleo Iedd (Improvised explosive devices disposal) di Shindand -, quattro ordigni non hanno causato danni alla popolazione civile anche grazie agli specialisti del 32esimo reggimento e alle forze di sicurezza afgane”.

E’ un’estate caldissima, “con un ritmo operativo elevato”, quella che attende i militari italiani in Afghanistan, che già rivolgono “un occhio alle elezioni politiche afgane del prossimo settembre”: ne è convinto il generale Claudio Berto, che da tre mesi è a comando del Regional Command West Herat. Una missione, quella degli Alpini guidati da Berto, che è giunta al giro di boa: sono stati mesi “intensi”, ha confermato l’alto ufficiale in un’intervista al quotidiano La Stampa, abbiamo condotto decine di operazioni con cinque reggimenti della brigata, spaziando da attività puramente militari a progetti di ricostruzione e sviluppo in un’area che è vasta quanto due volte e mezzo l’Italia del nord”, ha commentato. Lo sforzo principale dei militari italiani, nei prossimi tre mesi, sarà ancora “nel campo della sicurezza”. E’ “requisito per lo sviluppo, che a sua volta è fattore di sicurezza”, ha confermato il generale.

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