Afghanistan: 14 attacchi contro gli italiani in un mese

esercito_ch47Volantini italiani dal cielo per “conquistare” la popolazione. Bala Murghab (Afghanistan), 24 nov – Quattordici attacchi contro i militari italiani in Afghanistan in poco più di un mese : è il primo pesante bilancio della brigata alpina Julia che il 18 ottobre è subentrata alla brigata Taurinense al comando del Settore ovest della missione della Nato-Isaf. Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, oggi in visita al contingente italiano, si tratta ”dell’ultima parte del periodo estivo, quando tradizionalmente l’attività degli insorti è più intensa. E’ dunque prevedibile che da adesso in avanti, con l’arrivo dell’inverno, il numero di attacchi diminuirà: statisticamente è sempre stato così. In ogni caso – ha aggiunto – in nessuno di questi episodi ci sono state fortunatamente gravi conseguenze per i nostri ragazzi”.

Entrando nel dettaglio degli attacchi, il generale Marcello Bellacicco, comandante del contingente, ha spiegato che sei sono stati condotti con armi da fuoco, quattro con armi da fuoco, razzi e mortai, due con razzi e mortai e altri due sono stati attacchi con ordigni esplosivi. Altri 14 episodi vengono classificati sotto la voce “altro” intendendosi attacchi minori in cui non è stato fatto uso di armi da fuoco. I militari italiani hanno poi compiuto venti ritrovamenti di armi o di esplosivi. Se poi si prendono in considerazione le ”azioni ostili” contro tutte le forze internazionali presenti nel settore ovest a comando italiano, il numero diventa ben maggiore: in totale gli attacchi, sempre dal 18 ottobre, sono stati 67, di cui 35 quelli con armi da fuoco, e 9 compiuti con l’impiego di ordigni esplosivi, i micidiali IED. Ottanta i ritrovamenti di armi o esplosivi.

Volantini italiani dal cielo

Volantini italiani dal cielo sulla popolazione dei villaggi nell’area di Bala Murghab per “conquistare” le menti e i cuori degli afghani. E’ una delle cosiddette “psy-ops”, iniziative di carattere psicologico che il contingente italiano sta mettendo in campo per guadagnare il consenso della popolazione ed accrescere così la sicurezza nell’area. Un carico di piccoli manifesti è stato lanciato oggi dall’elicottero CH-47 che ha trasferito il ministro della Difesa Ignazio La Russa dall’aeroporto di Herat alla base operativa avanzata di Bala Murghab. “Così adesso -ha detto scherzando La Russa rivolgendosi ai giornalisti presenti- potrete dire che il ministro è come D’Annunzio…”, rievocando l’impresa del “Vate” sui cieli di Vienna nel 1918.

I volantini, realizzati in inglese, in lingua dari, pashtu, contengono slogan come “Il benessere proviene dalla pace” o “Il Corano dice: la pace è felicità”. Un altro volantino ammonisce: “Gli insorti sono la più grande minaccia per la tua famiglia”, riferendosi all’esplosione di Ied, gli ordigni improvvisati che mietono vittime anche tra la popolazione civile. Le illustrazioni raffigurano i combattenti che abbandonano la via della violenza o anche scene di disperazione di famiglie colpite dagli ordigni. Il fine è quello di dividere la popolazione civile dagli insorti facendo in modo che inneschi un meccanismo di comunicazione di informazioni utili a prevenire gli attacchi. Le “psy-ops” sono elaborate e condotte dai militari del 28° reggimento Pavia di Pesaro. Tra gli altri metodi utilizzati, la diffusione di messaggi tramite altoparlanti o le comunicazioni attraverso le radio o le tv. Dal 20 aprile scorso l’attività si è arricchita con l’utilizzo delle frequenze di radio Sada e Azadi “La voce della libertà”, primo esempio di emittente sviluppata in un contesto operativo rivolto esclusivamente alla popolazione locale con un palinsesto di notizie, rubriche ed approfindimenti diffusi in lingua dari pashtu.

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