Ustica: Aeronautica militare, no a giudizi sommari di colpevolezza

ustica1Roma, 13 set – ”Indignazione” per le dichiarazioni pubblicate sulla stampa e un deciso no a ”giudizi sommari di colpevolezza”. L’Aeronautica commenta così la decisione del tribunale di Palermo che ha condannato lo Stato al risarcimento per il disastro aereo di Ustica. L’Aeronautica Militare ”prende atto della decisione” con la quale il Tribunale di Palermo, nell’ambito del procedimento civile promosso da alcuni familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica, ha condannato lo Stato al risarcimento del danno, ”non commenta le decisioni dell’Autorità Giudiziaria, ma le rispetta e – viene rilevato – qualora non ne condivida i presupposti di fatto e di diritto, si avvale degli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico per impugnarle al fine di tutelare compiutamente gli interessi della propria gente”.

”In tale fase, tuttavia, l’Aeronautica Militare non può non esprimere indignazione per la gravità ed il chiaro intento strumentale di alcune dichiarazioni rese a mezzo stampa che, speculando su una sentenza emessa da un giudice monocratico in sede civile, formulano un giudizio di colpevolezza nei confronti di generali dell’Aeronautica militare i quali, dopo un procedimento penale protrattosi per circa venti anni, sono stati definitivamente assolti in Cassazione con formula piena perchè il fatto non sussiste”.

Si tratta di personale militare che, ricorda l’Aeronautica, ha atteso per anni silente e rispettoso il corso della giustizia, per vedersi affrancato da ogni responsabilità, non merita giudizi sommari di colpevolezza da parte di quanti, dimostrando mancanza di rispetto verso le istituzioni e nei confronti delle decisioni assunte dalla Magistratura penale, si appellano esclusivamente a sentenze funzionali ai propri interessi, ignorando del tutto quelle che hanno definitivamente prosciolto gli imputati da qualsiasi addebito”. Con l’occasione l’Aeronautica Militare esprime ”incondizionato sostegno al proprio personale ed immutata solidarietà ai familiari di quanti sono purtroppo deceduti senza aver visto definitivamente chiarita la propria posizione”. (Adnkronos)

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