Manovra ed azioni politiche, presidente del Cocer Aeronautica: dal governo solo «chiacchiere e distintivo»

militari-aeronauticaRoma, 16 set – I militari non ci stanno, ma non è solo una questione di “vil denaro” ad aver spinto il colonnello Bottacchiari, presidente del Cocer dell’Aeronautica militare a stilare una lettera incendiaria con la quale passa in rassegna tutte le “anomalie” sofferte dal personale in uniforme: il modello di Difesa, la compressione dei diritti civili, il piano casa del ministero della Difesa compreso un accorato appello al presidente del Consiglio Berlusconi.

Di seguito la versione integrale della nota ricevuta da GrNet.it.

Passata l’ennesima manovra finanziaria, osservato il minuto di silenzio e coesione nazionale così come giustamente chiesto dal Sig. Presidente della Repubblica nonché Capo Supremo delle Forze Armate, vorrei analizzare le azioni politiche sin qui poste in essere dal Governo Berlusconi nei confronti del Comparto Difesa e Sicurezza e del suo personale.  E allora, per iniziare, ho pensato ad una frase di un celebre film del passato che ultimamente mi risuona nelle orecchie..chiacchiere e distintivo..!

Potremmo definire altrimenti la politica del Governo e della maggioranza sul tema della Sicurezza e ancor di più su quello della Difesa? E’ un interrogativo che mi assilla e che mi pongo da tempo ed a cui, per ciò che attiene alla Difesa, proverò, alla “Marzullo maniera”, a dare una risposta.

Potrei partire dalla mancata riforma dell’attuale Modello di Difesa che prevede 190.000 operatori, non più sostenibile per le esangui finanze dello Stato ma che non è oggetto di alcuna ipotesi di revisione nonostante mesi di studio di una “Alta Commissione”, per passare ai continui tagli al “settore esercizio” del Bilancio della Difesa con le evidenti  conseguenze in termini di sicurezza,  addestramento, qualità della vita, capacità operative dei sistemi d’arma sempre più logorati dall’intenso uso, mentre stranamente continua l’ascesa delle spese per l’armamento. Ma questi argomenti sono più nel campo d’interesse del vertice istituzionale quindi mi asterrò da un esame più profondo ritenendo sufficiente aver lanciato un sasso nello stagno. Farò invece, con più attenzione e competenza (Presidente Cocer AM), una analisi delle azioni governative attuate sul versante delle politiche per il personale militare anche alla luce delle ultime  tre manovre finanziarie che si sono abbattute sul pubblico impiego, non risparmiando assolutamente i militari in barba alla tanto decantata “specificità” ora riconosciuta pure per legge.

E’ proprio questa norma della specificità  che sa tanto di beffa. E’ stata fortemente voluta dal Ministro, dagli  Stati Maggiori e Comandi Generali, ma anche da qualche collega sindacalista e cocerista, da tanti è stata applaudita al momento della sua approvazione, accolta come la panacea a tutti i mali e preludio ad un periodo di maggior favore economico e stipendiale per tutti noi.
A tutti i plaudenti  propongo per l’occasione la rilettura di alcuni miei “vecchi” pensieri   sull’argomento (…come i peperoni…buoni ma indigesti), venati già allora da “qualche” scetticismo.

Una “specificità” ovvia, liscia come l’acqua di fonte, che però nulla ha portato   in termini economici al personale ma che molto tenta di comprimere in  tema di diritti. Come se non bastassero,  a qualificarci come ”specifici”, la costituzione, tre codici penali (comune, militare in tempo di pace e di guerra), una legge  di principio, un ferreo regolamento di disciplina, specifiche  norme di legge per lo stato giuridico di ogni categoria di militare. No! Serviva la norma della “specificità” per dire che il militare è tale!! Si, in realtà serviva, si è visto.

Per riaffermare, o tentare di farlo, una visione isolazionista  del mondo militare, per comprimere ulteriormente diritti e spazi di libertà faticosamente conquistati nel tempo con i sacrifici dei nostri “veci” che negli anni 70/80 per la conquista di  tali diritti si sono battuti e son finiti  anche in galera. Ed allora dagli con il ribadire divieti fuori dal “principio di legalità” non essendo espressamente  previsti dalla legge. Riappare così il divieto di iscrizione ai partiti politici (inventato dal Ministro e non previsto dalla legge), il divieto di  partecipazione a riunioni sindacali anch’esso non previsto per legge, spunta così anche il divieto di parlare di argomenti che siano riferiti ad attività collegate al servizio previsto ex-novo da una norma “fuori legge”, il cd Codice Ordinamento Militare. E si continua su questa linea con il “njet” appena pronunciato dal SSS On. Cossiga alle norme sulla paternità/maternità, con la non trasparenza sugli  avanzamenti e sui trasferimenti, sino ad invocare da parte del Direttore Generale del Personale Militare addirittura l’esclusione dell’applicabilità della legge 241/90 (accesso agli atti) per i provvedimenti dell’Amministrazione.

Ma il tempo galantuomo mai pensavo potesse portarmi più ragione di quella che ritenevo di avere (la norma sulla “specificità è pericolosa per i diritti!!)….ed invece…
La “specificità penalizza il personale anche in campo  economico. Cose da pazzi.!!

E via! Blocco di 4 anni del contratto!! Va bene, non ci tiriamo indietro. E allora prenditi pure la tassazione ulteriore del 5% degli stipendi superiori ai 90 mila euro(contributo solidarietà). Tocca a tutti…(in realtà proprio a tutti non mi pare e non per tutti allo stesso modo: dipendenti del settore privato, liberi professionisti, “scudisti”, evasori, possidenti, lucratori, grandi investitori finanziari …cosa pagano della crisi????).

Ma noi militari siamo specifici, perdiana, chi mai ci toccherà??

Ed allora tiè!! Beccati pure il blocco dei  meccanismi economici specifici comprese le promozioni!! Non ci credete? Le Forze Armate senza promozioni? E la gerarchia? Ma è costituzionale? Ma i Vertici Militari cosa hanno detto  e dicono in proposito? Nulla? Non ci credo!!  Bè in effetti un po’ di ragione l’avete. Le promozioni ci saranno peccato che saranno senza effetti economici – GRATIS! Provate a dire ad un funzionario di una banca o di una società o meglio ad un politico  di assumere maggiori funzioni, magari  dirigenziali, e non vedersele pagate per quattro anni almeno.  Noi dovremo invece obbedire e fare di necessità virtù. Magari accettare anche un trasferimento di sede per meglio espletare le nuove e superiori funzioni del nuovo “gratis grado”.

Ma il governo in un sussulto di bontà ha addirittura emanato un decreto legge  per limitare  gli effetti perversi appena narrati!  E si, è vero. Peccato che i denari ce li abbiano messi  gli stessi militari e poliziotti, rinunciando alle risorse già stanziate per il riordino delle carriere,   già attuato e da tempo nel resto del pubblico impiego. Altro bell’esempio di specificità!

E poi le risorse a disposizione  non bastano neanche per un quinto di quello che necessita per i quattro anni, preludio ad inevitabili tensioni sociali. Bada bene: solo per ripristinare quelle specifiche indennità proprie di noi militari e dei poliziotti, poiché al contratto bloccato per quattro anni  non ci pensiamo più.
Alla faccia della specificità!

Mi si dice: ma la crisi è forte, il debito pubblico fuori controllo, l’Europa ci sgrida, i mercati ci osservano, le Agenzie di raiting sono in attesa, i tassi d’interesse salgono…E come fai a contrastare queste verità! Ma la causa di tutto ciò mica saremo solo noi “fannulloni” del pubblico impiego ed in particolare noi militari “panzoni”, noi “guardiani della Fortezza Bastiani nel deserto dei tartari” ?

Bè qualcuno potrebbe pensarlo (a destra come a sinistra e talvolta lo ha anche detto)  e forse pensa anche con fastidio al nostro eccessivo patriottismo, condito di alzabandiera tricolori (il verde c’è però….), questo esser sempre pronti a cantar l’inno di Mameli, il tener fede agli impegni sempre e comunque a prescindere dai governi e dalle manovre finanziarie, in mezzo alle  macerie ed alla “monnezza“ magari facendo anche un po’ di ordine pubblico, tra le pallottole che fischiano, in terra, per mare ed in cielo, con umanità tra i profughi di ogni nazione, in guerra come in pace, a casa o nei territori più lontani.
 
Sempre fieri di essere  ITALIANI!

Vero, il Governo  legittimamente eletto fa le sue scelte. Noi però rimarchiamo che in campagna elettorale al “nostro mondo” è stato “venduto” un prodotto diverso!
Rimangono peraltro tutt’ora irrisolti quei  problemi che era stato garantito  di risolvere all’epoca delle promesse elettorali. Quello grandissimo del precariato dei nostri giovani militari, sino a nove anni di ferma tra un teatro operativo e l’altro  (“guerre”) mentre altrove sono stati stabilizzati, del crescente demanzionamento specie tra i più giovani, della cronica mancanza ed inadeguatezza degli alloggi (a proposito Sig. Ministro La Russa il piano casa per i militari da 5,4 miliardi lo avete portato all’On.le Tremonti?), del continuo peggioramento delle condizioni di vita all’interno delle caserme a causa dei tagli al bilancio, della mancata partenza della Previdenza Pensio-nistica Integrativa, del riordino dei ruoli, potrei continuare ma mi fermo qui.
Sig. Presidente del Consiglio e Sig.ri Ministri i tempi sono difficili, le scelte dolorose e spesso doverose. Fatele con la consapevolezza che anche noi militari siamo in grado di capirle e giudicarvi!

Non chiediamo di essere fuori dal contesto sociale ed economico del paese.
Al contrario vogliamo starci sempre più,  in maniera democratica e con orgoglio. Vogliamo partecipare al risanamento dei conti dello Stato al pari e più di altri. Non vogliamo però che il nostro “status particolare”possa far pensare a qualcuno che oltre a non avere una vera rappresentanza sociale (sindacato) siamo pure senza pensieri, anima e voce, disposti sempre e comunque ad accettare supinamente tutto senza neanche essere informati o sentiti al pari delle altre realtà e parti sociali del Paese.

Da ultimo un pensiero per il Signor Presidente  del Consiglio On.le Silvio Berlusconi.
Lei che talvolta ama paragonarsi ad illustri politici del passato che con la loro visione strategica hanno fatto l’Italia, provi a lasciare un segno nel nostro mondo: accordi ai militari quel diritto di libero sindacato o almeno di libera associazione che già l’On.le Aldo Moro negli anni ‘70 avrebbe voluto concedere non riuscendovi frenato dai soliti immancabili conservatorismi. Faccia almeno una vera norma specifica per le libertà fondamentali del cittadino con le stellette che consenta di ricacciare indietro il ricorrente pensiero che il nostro universo sia separato ed ispirato a principi giuridici “speciali”, extra e sovra l’ordinamento giuridico ordinario.
Ci dia, Sig.Presidente una vera rappresentanza sociale con più spazi di libertà, di espressione e di rappresentanza sociale, libera ed indipendente. Tutto ciò, non costa denari ma vero spirito  liberale! Lo troverà in se?

Vedrà che così facendo sarà ricordato con affetto  dagli appartenenti delle Forze  Armate, contribuirà al pieno rispetto della volontà dei Padri Costituenti, determinando una necessaria ed ulteriore apertura e “democratizzazione” della stessa struttura Militare.

Come? ….. non ho ancora dato risposta alla domanda iniziale: il governo e la politica sulla Sicurezza e Difesa nel nostro Paese??  La risposta è nei fatti: male…molto male!!! Ma c’è tempo per rimediare…… mancano due anni al termine della legislatura e i conti si fanno alla fine.

P.S.: So già che qualcuno avrà la tentazione di catalogarmi come oppositore per partito preso all’attuale compagine governativa ed anche di aver travalicato il diritto di critica. Ed allora mi appello al  mitico On.le BORGHEZIO “sia detto tutto, con il massimo rispetto per le autorità religiose, civili, militari e politiche”…. Ergo la libertà di espressione  è tutelata della Carta Costituzionale!

(INCIDENTALMENTE ANCORA)
Presidente del Co.Ce.R. – A.M. X Mandato

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