Cocer Aeronautica: trasporti regione Lazio, norma poco chiara e burocratica

strade-sicure4Roma, 16 ott – «Il Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’Aeronautica Militare (COCER) aveva più volte sollecitato l’applicazione della Legge Regionale N° 16/2003. Pure lo scorso 30 maggio 2013, presso gli uffici della Regione Lazio, durante l’incontro con l’Assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti, aveva richiesto il pieno rispetto, da parte delle Aziende di Trasposto, delle vigenti norme regionali che consentono al personale delle Forze di Polizia e delle FF.AA. la libera e gratuita circolazione sui mezzi del trasporto pubblico regionale per motivi di servizio, utilizzando la tessera di servizio».

«In quella sede il Cocer aveva dato la massima disponibilità ad ulteriori chiarimenti. Purtroppo, da quel momento in poi il Cocer non è stato più coinvolto e i contatti con la Regione Lazio sono stati seguiti esclusivamente dallo Stato Maggiore della Difesa, il cui risultato pur producendo il necessario chiarimento, non appare pienamente soddisfacente alle aspettative del personale».

«In particolare – prosegue la nota del Cocer dell’arma azzurra – , oltre alla mancata previsione di fruizione del servizio anche in abiti civili, occorre far rilevare come sia stata prevista una ingiustificata procedura burocratica pur in assenza di specifiche motivazioni contenute nelle norme di legge. Soprattutto non si chiarisce, l’ambito di efficacia, i limiti e le responsabilità a cui saranno chiamati i militari, qualora ai sensi dell’art. 652 del c.p., il controllore “Pubblico Ufficiale” li chiamasse ad intervenire».

«Certo rispetto a tante altre Regioni d’Italia i colleghi potranno fruire di questa possibilità. Vorremmo che questo non venisse considerato un “ulteriore privilegio” poiché essi assolveranno ad un aumento di sicurezza e come deterrente alla commissione di atti illeciti contribuendo ancora una volta alla difesa di noi tutti. Auspichiamo infine che questa strada sia percorsa anche nel restante territorio nazionale e chiediamo che il Ministro si faccia parte attiva nelle sedi competenti».

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