Afghanistan: oltre 5.000 ore di volo per i Predator italiani

predatorRoma, 22 ott – I Predator dell’Aeronautica Militare schierati a Herat hanno oltrepassato il traguardo delle 5.000 ore di volo totalizzate in circa 700 missioni realizzate dal 2007 a oggi in Afghanistan. I velivoli senza pilota del Task Group “Astore” sono inquadrati nella Joint Air Task Force (JATF) che racchiude gli assetti ad al fissa e rotante italiani in teatro e sono impiegati principalmente in favore del contingente e delle forze alleate di ISAF. Il Predator è un aereo teleguidato – detto UAV, unmanned aerial vehicle – il cui equipaggio si trova in una postazione a terra, può volare fino ad 8.000 metri di quota per oltre 20 ore consecutive. Sul velivolo sono installati sensori che, appositamente manovrati dagli operatori, permettono di realizzare delle riprese elettro-ottiche ed infrarossi del territorio che possono essere utilizzate anche in tempo reale.

Bassa visibilità, lunga persistenza sull’obiettivo e nessun rischio per il personale impegnato nella gestione della missione sono le caratteristiche che rendono il Predator un assetto aereo ideale per la sorveglianza di aree ad alto rischio. Il capitano Claudio Ariotto, comandante del Task Group “Astore”, ha sottolineato come “il velivolo grazie alle sue caratteristiche consente di scortare i convogli per lunghe distanze e il suo impiego in molte occasioni ha supportato in maniera diretta ed efficace l’azione dei militari sul terreno”. (ASCA)

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