Aeronautica, Pisa: cade C-130, morti i 5 componenti dell’equipaggio militare

c-130Il video dell’incidente e i nomi delle vittime. Pisa, 23 nov – Non c’è nessun superstite del C-130 dell’aeronautica militare caduto vicino l’aeroporto Galileo Galilei di Pisa: i cinque membri dell’equipaggio in volo di addestramento, due piloti e tre operatori di bordo, sono tutti morti nello schianto. L’aereo, secondo le prime ricostruzioni dell’Aeronautica militare, è precipitato intorno alle 14.10 subito dopo il decollo. Lo schianto è avvenuto immediatamente fuori la zona aeroportuale, in località Le Rene, vicino a Coltano e precisamente, nei pressi della linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Cecina, una tratta secondaria che si trova in una zona poco abitata. Prima di precipitare l’aereo militare ha urtato e strappato alcuni fili dell’alta tensione poi, come hanno raccontato alcuni testimoni, ha preso fuoco. Per spegnere l’incendio sono accorsi sul posto decine di agenti delle forze dell’ordine e decine di vigili del fuoco mentre i resti dell’aereo sono sparsi in un raggio di circa 150 metri.

Le vittime – rende noto l’Aeronautica Militare – sono il Maggiore pilota Bruno Cavezzana, 40 anni, di Trieste, il Tenente pilota Gianluca Minichino, 28 anni, di Napoli, il Tenente pilota Salvatore Bidello, 30 anni, di Sorrento (Napoli), il Maresciallo Maurizio Ton, 44 anni, di Pisa e il Maresciallo Gianluca Larice, 39 anni, di Mestre (Venezia). Clic per ingrandire le foto<

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Magg. Bruno Cavezzana Ten. Gianluca Minichino M.llo Gianluca Larice Ten. Salvatore Bidello M.llo Maurizio Ton

Sara’ una commissione istituita dall’Aeronautica militare ad appurare il motivo per cui e’ caduto il C-130J.
Secondo quanto si apprende, l’aereo militare, di fabbricazione molto recente, in volo di addestramento, era impegnato in una ‘riattaccata’, cioe’ stava riprendendo quota dopo aver accennato un atterraggio. Proprio in quel momento si e’ verificata la caduta.

I colleghi: angoscia per la morte dei compagni di una vita

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‘Una tristezza inenarrabile’ e un’angoscia ‘per dei colleghi ma soprattutto per dei compagni di vita’. Questo lo stato d’animo nella base pisana della 46/a Brigata Aerea dell’Aeronautica militare dove lavorano i colleghi dei 5 militari morti nell’incidente di oggi. In questo momento i vertici dell’Aeronautica militare pisana stanno contattando le famiglie delle vittime.

‘Dividiamo ogni momento – spiegano i colleghi – dal pranzo al caffe’, parliamo delle nostre vite, siamo compagni anche oltre il lavoro. Siamo tutti con uno stato d’animo riconducibile ad una enorme e profonda tristezza’.

Il maggiore Giorgio Mattia, responsabile delle comunicazioni della 46/a Brigata Aerea, spiega che la manovra durante la quale e’ avvenuto l’incidente e’ una di quelle ‘per le quali ci si prepara tutti i giorni e a lungo. Lo scorso anno questa base ha registrato 15mila ore di lavoro in tutto il mondo fra missioni umanitarie, supporto ai contingenti e supporti sanitari’.
Nella base lavorano 1.350 militari. I velivoli a disposizione sono 34, di cui 22 C-130J, quello precipitato oggi. ‘Sono due linee di volo giovanissime – ha aggiunto Mattia -. Il primo C-130J e’ arrivato il 18 agosto del 2000. Sono aerei sottoposti a scrupolose manutenzioni e dotati di impianti elettronici che inviano diagnosi continue alle nostre centrali. Ogni aereo viene smontato e rimontato ogni 438 giorni. Finora non c’erano mai stati problemi, cosi’ come non ve ne erano stati per la manovra di ‘touch and go’.

L’aereo da trasporto più famoso al mondo

c130j-02Da oltre mezzo secolo (il primo volo risale al 1954) e’ l’aereo da trasporto materiali e truppe piu’ famoso al mondo: versatile, pratico, capace di atterrare su piste improvvisate, il C130 e’ un velivolo utilizzato dalle forze armate di tutti i continenti, con i suoi quasi 30 metri di lunghezza e un’autonomia di oltre 5mila chilometri.

L’Aeronautica militare italiana ne ha in servizio 22 esemplari dal 2000 (della versione ‘J’, l’ultima introdotta), 12 nella versione standard e 10 in quella allungata: dal Congo belga, la prima missione, risalente al 1962, ai recenti voli sull’Afghanistan, dall’Iraq al Libano, dai terremoti in Turchia, Algeria e Iran fino ai soccorsi per lo tsunami in Asia e alla missione in Antartide, in supporto al Cnr, il C130J e’ sempre stato in prima linea.

Oggi, il maggior impegno quotidiano dei C-130J Hercules e’ rappresentato dai collegamenti aerei tra il nostro paese, le basi avanzate nel mondo e i teatri operativi fuori aerea piu’ importanti. Trasporti effettuati in ogni condizione, anche di notte, effettuando spesso atterraggi e decolli d’assalto da piste semipreparate e di ridotte dimensioni.

Forte anche l’impegno sul territorio nazionale, dove i C130J della 46/a brigata (assieme a quelli del 31/o stormo di Ciampino e del 15/o stormo di Pratica di Mare) sono impegnati nei trasporti di aiuti di qualsiasi genere, dai viveri alle medicine, dalle apparecchiature mediche agli ospedali da campo.

E con i C130 vengono effettuati anche i trasporti di organi per trapianti e di persone in imminente pericolo di vita, che molte volte devono essere caricate a bordo del velivolo con tutta l’ambulanza. A partire dal 2006, inoltre, gli equipaggi e i velivoli della 46/a brigata – la stessa a cui apparteneva il C130 caduto a Pisa – hanno raggiunto la capacita’ di trasporto di persone colpite da patologie ‘altamente diffusibili’, un’attivita’ che in Europa assicurano solo l’Aeronautica militare italiana e la Royal Air Force Britannica.
Queste le caratteristiche principali del velivolo.

– Dimensioni: apertura alare 40,41 metri, lunghezza 29,79 metri.

– Velocita’ massima: 640 chilometri orari.

– Autonomia: oltre 5.200 chilometri.

– Equipaggio: due piloti, un addetto al carico e lancio.

– Capacita’ di carico: 92 soldati o 76 paracadutisti; fino a 74 barelle e due assistenti sanitari nel modello corto, 97 barelle e 4 assistenti nel modello lungo.
– Motore: quattro turboelica Rolls Royce da 4.700 hp.

IL VIDEO

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LE IMMAGINI DELL’INCIDENTE

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