Aeronautica: oltre 2.100 missioni per i caccia in Afghanistan

amx-heratRoma, 30 ott – Si è svolto ieri presso l’aeroporto di Herat l’avvicendamento tra il colonnello Andrea Fazi e il colonnello Carlo Moscini al comando della Joint Air Task Force (JATF), l’unità dell’Aeronautica militare da cui dipende l’impiego degli aeromobili italiani schierati in Afghanistan. Le unità operative della Jatf sono il Task Group “Black Cats”, che dispone di quattro cacciabombardieri ricognitori AMX provenienti dal 32° Stormo di Amendola e dal 51° Stormo di Istrana, il Task Group “Albatros”, su velivoli da trasporto C-130J e C-27J della 46ma Brigata Aerea di Pisa e il Task Group “Astore”, che opera con velivoli a pilotaggio remoto “Predator” MQ1C del 32mo Stormo di Amendola.

Con circa 200 militari suddivisi tra la linea di volo e quella di supporto, la JATF assicura capacità professionali ed operative tutte tra loro complementari: dal trasporto tattico, incluse le operazioni di aviolancio con i velivoli C130 e C27J, ad attività di sorveglianza con il Predator, dalla ricognizione alle operazioni di supporto alle forze di terra con impiego dei velivoli AMX e C27 JEDI. Dall’inizio di quest’anno il TG “Black Cats” ha ampliato la gamma di missioni assegnate, con il potenziamento di quelle dedicate al supporto aereo ravvicinato alle forze della coalizione e a quelle afghane. Ad oggi i velivoli hanno raggiunto il traguardo delle 6.000 ore di volo, portando a termine circa 2.100 sortite operative, dimostrando grande versatilità e affidabilità sia in missioni diurne e notturne. Il Task Group “Black Cats” ha ripreso più di 6.000 target, fotografando oltre 3.000 km di itinerari; i prodotti elaborati dagli specialisti di foto-interpretazione hanno garantito una maggiore sicurezza durante le operazioni a terra.

Dal loro debutto in teatro operativo i velivoli del Task Group “Albatros” si sono dimostrati un efficace strumento per garantire il necessario supporto alle operazioni della missione ISAF, anche in zone remote del Paese difficilmente raggiungibili per via terrestre e in condizioni meteorologiche e operative estreme. Nell’ultimo anno, grazie alla capacità di aviolancio, sono state rifornite sia le truppe della coalizione che le forze di sicurezza afghane tramite 46 aviolanci. Inoltre, con il C27J JEDI (Jamming and Electronic Defence Implementation), il Task Group Albatros ha fornito maggiore protezione alle forze di terra attraverso la neutralizzazione delle comunicazioni avversarie e contrastando la minaccia degli ordigni esplosivi radiocomandati piazzati lungo le strade. I velivoli a pilotaggio remoto “Predator” MQ1C hanno oltrepassato ad oggi il traguardo delle 9400 ore di volo, totalizzate in circa 1100 sortite in favore del contingente italiano e delle forze alleate. Il Predator può, con sensori di bordo appositamente manovrati dagli operatori, realizzare riprese del territorio, trasmesse in tempo reale sia alle forze a terra che alle sale operative di comando e controllo. Durante il suo discorso di commiato il colonnello Fazi ha innanzitutto ricordato il caporale Tiziano Chierotti, ucciso il 25 ottobre a Bakwa, per poi esprimere il suo più vivo apprezzamento per i brillanti risultati conseguiti dagli uomini e dalle donne dell’Aeronautica nel suo semestre al comando della JATF. Prima di passare il testimone al colonnello Moscini, ha terminato il suo intervento sottolineando come la stretta collaborazione con la componente terrestre sia stata alla base dei progressi nel processo di transizione di responsabilità tra le forze di ISAF e quelle afghane.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.