Aeronautica, incidente di monte Lupone: la Cassazione condanna il pilota

incidente-monte-luponePer il disastro aereo e la morte del capitano Maurizio Poggiali. Roma, 17 nov – A quindici anni dallo schianto contro il Monte Lupone (Latina), dopo una lunga odissea giudiziaria, la Cassazione ha condannato a un anno e sei mesi di reclusione, per omicidio colposo e disastro aereo il pilota dell’Aeronautica Militare Matteo Pozzoli che era alla guida del velivolo Siai 208 e che con la sua “condotta spericolata” provocò la morte del capitano Maurizio Poggiali l’8 agosto 1997 a seguito dell’incidente.

La famiglia Poggiali – che rende noto il verdetto emesso ieri dai supremi giudici – spera “che la sentenza sia di monito alle coscienze dei piloti che commettono gravissime indiscipline, mettendo a repentaglio la vita altrui, e soprattutto dei superiori dell’Aeronautica Militare che omettono di sanzionare, e anzi promuovono e difendono, chi si comporta senza senso di responsabilità”. Durante il processo – ricorda Fabio Poggiali, fratello dell’ufficiale morto che si preparava per diventare astronauta e aveva un curriculum brillante – “l’Aeronautica ha promosso ben due volte, da capitano a maggiore, e poi a tenente colonnello, l’imputato Pozzoli, riammesso al volo dopo pochi mesi dalla tragedia, come se niente fosse accaduto. Promozioni arrivate con un reato di omicidio commesso da capitano!”. Fabio Poggiali non nasconde il dolore per aver visto durante tutti questi anni di vicenda processuale “l’Avvocatura dello Stato difendere Pozzoli, mentre non avrebbe mai dovuto dimenticare che è mio fratello la vittima e che indossava una divisa: senz’altro in questo modo si è fatto un torto alla memoria di Maurizio che ha avuto funerali di Stato e che, per le sue capacità e doti morali, è stato ricordato anche dal Presidente Giorgio Napolitano”.

capitano-maurizio-poggialiIl capitano Maurizio Poggiali deceduto nell’incidentePozzoli, sottolinea la famiglia Poggiali, “è stato anche condannato dalla Cassazione, nel 2007, per aver ingiuriato il padre di Maurizio”. “In primo grado il Tribunale di Como, inoltre – prosegue la famiglia del capitano scomparso – lo ha riconosciuto colpevole di aver diffamato tutti noi, e la Corte dei Conti lo ha condannato per danno erariale per aver negligentemente omesso di seguire non solo le regole di volo, ma anche le regole di comune prudenza e diligenza”. Per i ritardi nei soccorsi, che vennero sospesi a causa dell’oscurità e dell’impervietà dei luoghi – tesi contestata dalla famiglia Poggiali dal momento che il ritrovamento del velivolo avvenne ad opera di una famiglia in gita – è in corso al Tribunale di Roma, il processo a carico dei responsabili del Soccorso Aereo di Ciampino per interruzione di pubblico servizio, nei confronti di quattro ufficiali e sottufficiali dell’Aeronautica Militare. Sono imputati perchè‚ “in qualità di ufficiali in servizio a Ciampino, in concorso tra loro decidevano di interrompere al crepuscolo le ricerche del volo oggetto della missione 933 dell’AMI di Pratica di Mare, disperso fin dalla tarda mattinata”. L’aereo fu ritrovato, 24 ore dopo la caduta, “dalla famiglia Paolucci”, ricorda Fabio Poggiali, “e in gita c’era anche una bambina di undici anni, a riprova del fatto che l’aereo era caduto in un posto accessibile a tutti e che le ricerche avrebbero potuto continuare”. (ANSA)

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