Aeronautica, Csv organizza convegno sulla minaccia degli Ied

militare_esplosioneRoma, 18 NOV – Il 19 novembre, presso il Centro sperimentale volo (Csv) dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, si svolgera’ il workshop sul tema “Esplosivi improvvisati- potenziali utilizzi di materiali apparentemente innocui per attentati di matrice terroristica e metodi d’indagine”. Gli ordigni esplosivi improvvisati, piu’ comunemente conosciuti come Ied, o Improvised explosive device, sono ordigni realizzati in maniera artigianale tramite l’impiego di parti di ordigni convenzionali ovvero di materiale di uso comune, come nel caso del recente attentato kamikaze alla Caserma “Santa Barbara” di Milano. La giornata di lavoro e’ finalizzata al confronto delle esperienze maturate in ambito interforze ed e’ rivolta al personale militare e/o civile interessato alle problematiche della minaccia Ied. L’incontro sara’ articolato in momenti di confronto sulle problematiche connesse all’individuazione e neutralizzazione degli ordigni e dimostrazioni pratiche delle dotazioni tecnologicamente piu’ avanzate atte a contrastare la gamma quanto mai eterogenea e numerosa dei dispositivi Ied.

Gli Ied, per loro natura, sono impiegati prevalentemente da terroristi e rappresentano la maggiore causa di perdite fra le forze alleate e le popolazioni civili negli attacchi terroristici. La natura non convenzionale degli ordigni fa si’ che ne possano essere creati di vario genere, a seconda delle capacita’ e delle disponibilita’ dell’attentatore; un Ied puo’ contenere anche componenti adatti alla guerra chimica, nucleare o batteriologica, cosi’ come puo’ variare l’effettiva quantita’ di esplosivo utilizzata. Gli ordigni improvvisati possono essere di varie dimensioni e forme e contenere quantitativi differenti di esplosivo,questo rende difficoltoso prevederne la potenza, che puo’ essere anche molto superiore ad una mina anticarro di produzione industriale. Anche i detonatori (artifizi esplosivi capaci di provocare la detonazione di una carica di esplosivo) possono variare, gli attentatori solitamente ricorrono a materiali di uso militare, ma in mancanza di questi possono anche costruirne di modelli artigianali.

Secondo il dipartimento della Difesa Usa, gli Ied hanno causato circa l’80 per cento delle perdite del personale statunitense impiegato nel teatro operativo iracheno dall’inizio delle operazioni. Allo stato attuale sono disponibili tecnologie in grado di rilevare sia le minacce occultate all’interno dei bagagli in varie forme che le tracce ed i vapori di eventuali sostanze utilizzate nella produzione di ordigni esplosivi. In questa attivita’ sono preziosi gli operatori “a quattro zampe”: i cani per la ricerca di esplosivi che riescono col loro fiuto a trovare piccolissime quantita’ di materiale detonante occultato nei posti piu’ reconditi. Questi animali si dimostrano adatti quando si presenta la necessita’ di bonificare degli edifici grandi o che sono atti ad ospitare assembramenti di persone e persino veicoli per il trasporto di materiali di vario genere.

Al Reparto armamento del Centro sperimentale volo spetta il compito di eseguire valutazioni tecnico-operative, sperimentazioni e indagini sull’efficacia e la sicurezza dei sistemi d’arma e materiali d’armamento di interesse, sia di terra che di bordo. Avvalendosi di ufficiali laureati in chimica e ingegneria e di tecnici specializzati, inquadrati nei tre Gruppi – Armamento convenzionale (Gag), Indagini balistiche (Gib) e tecniche (Git) – in cui si articola la struttura, il Reparto si occupa delle problematiche relative all’interazione munizionamento/arma/velivolo, promuovendo studi e sperimentazioni volte a individuare le soluzioni tecnicamente piu’ appropriate. In considerazione dei rischi collegati alla crescente proiezione delle forze armate fuori aera, il Gac ha approfondito negli ultimi anni lo sviluppo e la sperimentazione di tecniche e sistemi in grado di incrementare le capacita’ di autoprotezione degli aeromobili contro minacce missilistiche, in particolare a guida infrarossi (Ir), avvalendosi di strumentazione avanzata e di campagne di prova condotte in poligono secondo modalita’ standard Nato e sviluppando conoscenze approfondite sulla segnatura Ir e Uv, sugli artifizi pirotecnici e sui relativi sistemi di lancio.

Il Gib si occupa di prove di omologazione, collaudi e perizie nel settore dei materiali energetici (polveri e propellenti), collaborando allo sviluppo dei criteri di impiego, immagazzinamento e verifica dell’efficienza del munizionamento di terra e bordo e dei motori di razzi e missili; dispone inoltre del know-how e delle attrezzature per provvedere, quando necessario, allo “sconfezionamento” di sistemi propulsivi ed esplosivi in condizioni di sicurezza. Il Git affronta infine le problematiche di carattere chimico-fisico-tecnologico relative ad esplosivi e propellenti, effettuando controlli periodici, indagini e perizie sul munizionamento di lancio e di caduta e su artifizi di varia natura (inclusi i sistemi di autoprotezione) al fine di assicurare la sicurezza, la stabilita’ e la conservazione ottimale di tutto il munizionamento nei depositi dell’Aeronautica militare. (Velino)

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