Aeronautica: concluso il workshop sugli sugli Aeromobili a Pilotaggio Remoto

predatorIl seminario, organizzato dal CeSMA, si è svolto lunedì 11 Novembre presso la Casa dell’Aviatore a Roma. Roma, 14 nov – L’evento, organizzato dal Centro Studi Militari Aeronautici “Giulio Douhet” (CeSMA), ha avuto l’obiettivo di delineare quali siano i fattori che possano consentire il pieno sfruttamento delle capacità offerte dagli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR), sulla base di specifiche applicazioni e partendo da determinati impieghi operativi e profili di missione, sia in ambito militare che civile.

In particolare, sono stati analizzati i fattori abilitanti di tipo tecnologico in chiave “dual use”, gli aspetti relativi alle normative, alla standardizzazione e certificazione e infine le tematiche inerenti gli impatti a livello sociale che l’utilizzo estensivo di questi velivoli può comportare. Si è cercato, infine, di analizzare i possibili sviluppi futuri e gli aspetti che, secondo il CeSMA, dovranno essere studiati più approfonditamente nell’immediato futuro.

Al workshop hanno partecipato relatori provenienti dal mondo industriale e militare, tra cui il colonnello Gianluca Chiriatti, comandante del Centro di Eccellenza APR di Amendola (FG), che ha affrontato il tema dell’esperienza operativa dell’A.M. in Afghanistan. Il colonnello Chiriatti, in particolare, ha ricordato che in Afghanistan, secondo teatro di rischieramento operativo del Predator, sono state effettuate 1.300 sortite e 12.000 ore di volo, e che l’Aeronautica, operando direttamente in teatro, è riuscita a garantire sia il “supporto diretto alle attività non pianificate, come troupe in contact o supporto ad incidenti, sia il supporto diretto alle attività pianificate, come la scorta a convogli, operazioni speciali, radio relay ed altre attività di sorveglianza e ricognizione”. Il Colonnello Chiriatti, infine, ha evidenziato alcuni dati significativi della missione, quali la sortita media, di circa 10 ore di volo, e il massimo volato, pari a 26 ore, record mondiale operativo ottenuto sfruttando le correnti ascensionali e le particolari situazioni climatiche.

Il Sottocapo di Stato Maggiore, generale di squadra aerea Paolo Magro, riferendosi agli aspetti normativi, ha evidenziato che l’utilizzo dei Predator nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum” ha richiesto la finalizzazione di appositi accordi con Malta, con la Libia e con la Tunisia.

Il seminario è stato chiuso dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, il quale ha sottolineato che «l’Aeronautica Militare ha creduto sin dall’inizio negli UAV. Abbiamo investito molto – ha detto il Generale Preziosa – soprattutto in termini di risorse umane e abbiamo accumulato tanta esperienza in Italia e all’estero dando a tutti, in termini interforze, ciò che serve per poter operare meglio sul terreno». Il generale Preziosa, infine, ha aggiunto: «Stiamo crescendo, stiamo mettendo a frutto l’esperienza raccolta a favore delle nostre industrie che si devono preparare oggi per il salto nel futuro, che può essere solo europeo, perché oggi le dimensioni nazionali non sono sufficienti per competere». «Oggi – ha concluso – c’è bisogno di dimensioni multinazionali e forse non bastano i continenti per competere in questo settore perché tutto è legato all’economia di scala».

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